martedì 21 febbraio 2012

Il Fermento (osservazioni socio-economiche)

(Sebastian Durkheim)

I tempi stanno cambiando. Si tratta solo di attendere ancora un po', purtroppo non sappiamo se siano mesi o forse anni.
Ma il popolo (cfr. la ggente) sta piano piano ricostruendo e comprendendo i meccanismi malsani che hanno regolato il nostro vivere negli ultimi 50/60 anni.
Quando si parla di ev.asi.o.ne fiscale, la società italica è divisa in due categorie, due grandi gruppi: chi paga e chi non paga. E' inutle girare attorno alla quesitone con pericolose e complicate litanie pseudo-giustificative: da una parte c'è il lavoratore dipendente, dall'altra il professionista/imprenditore/commerciante.
Volendo approfondire, si può individuare un'ulteriore gruppo, formato da dipendenti che hanno anche il tempo di un secondo lavoro in nero (es. insegnanti, ma non solo), ma ciò sarà oggetto di un altro post.
Tornando alle due categorie principali, possiamo vedere come si siano sviluppati due mondi paralleli anche nell'ambito dei pagamenti e della spesa in generale: il dipendente va a far compere, va in pizzeria, va in vacanza, e paga con il suo bel bancomatto, con la sua carta di credito e con l'assegno; il furbetto (pa.ra.ss.ita) usa il cash, il contante. E lo usa più che può, alimentando un circolo vizioso che porta chi lo riceve a riutilizzarlo, coinvolgendo sempre le stesse categorie.
Insomma, un universo parallelo, all'interno del quale i furbetti si aiutano a vicenda, mettendola nel cu.lo al povero lavoratore dipendente, già tassato a monte su quello che guadagna.
Ovviamente questa è una lettura semplificata, esistono milioni di sfumature e di figure ibride, delle quali parleremo in seguito. 
La scelta di ridurre l'uso del contante sta già dando qualche frutto, ma per ottenere davvero il botto, bisognerebbe abolire il contante del tutto o quasi, lasciandolo solo per le transazioni inferiori a 50 €.
Allora sì che si vedrebbero delle belle situazioni.
Ma non dimentichiamo, prima di tirare il solito sospiro del "ma non sono cazzi miei", che i par.as.si.ti che non pagano le tasse mandano i figli nelle stesse scuole dei dipendenti, usano gli stessi ospedali, sono difesi dalla stessa gloriosa P.S., usano gli stessi servizi pubblici, et cetera...
Senza contribuire.
E' giusto tutto ciò?