giovedì 21 febbraio 2008

Che titolo metto?

(e via così...di Andrea Golganirecardosik)

L’originale Sepùlvedario appeso in sala ci ricorda le scorribande di tutti questi anni vissuti di sera…Il Wisconsin, le battute, i discorsi a quattro contemporanei, le soluzioni megali, le soccolette andirivieni, le nostre canzoni, le nostre idee, la nostra scuola musicale da ritrovare. La spada del fuoco, just’oggi vuole ricercare un nuovo bersaglio importante da decifrare, e cioè: il magna-magna dei ricconi che non sanno fare un cazzo di niente. Questo, purtroppo è denominato così dal fatto che il lavoratore italiano è succube da queste teste di ferro che mangiano sul nostro prodotto. La merda e il fuoco sono state contattate e ben presto verranno a slegare quel nodo malato che circonda il nostro salutar-lavorar e faticar (porca troiazza pettinazza). La rivoluzione è alle porte, molti sono i modi per comporre una rinascita non solo dall’oggetto in questione e su questo avrei diverse proposte sull’inizio del gatto miagolante, ma purtroppo il Flavio non vuole comunicare da lassù, quindi tutto resta invariato, siamo noi, ripeto ancora una volta, a stabilire cosa è giusto e cosa è storto. Speriamo nella pace, ancora una volta. Lunedì ci si vede, spero.

2 commenti:

Anaffana Club ha detto...

Le rivoluzioni nascono sempre quando la gente non ce la fa più, quando la speranza è arrivata al capolinea, quando il martello non splende più alla luce del fuoco, quando il sistema degli atomi non è più governabile. Nè da fuori, nè da dentro.
Parole sante, caro signor Goldberg, speriamo nella pace universale, ma i segnali che si colgono nell'aria sono i segnali del proiettile, della vendetta e del degrado dei diritti.
A lunedì,
SL

Anaffana Club ha detto...

Ciao Sebalden, deve esserci in giro una malaria bastarda, gola tosse e via che combattiamo. Devo dedurre che sei guarito, giusto? Al 25 alor...
Andr.