mercoledì 12 marzo 2008

Il Momento Gioioso (sull'inferiorità della donna)

(di Sebastiano Sebastiani)


Una delle poche gioie riservate esclusivamente a noi maschietti, ai più antichi abitatori del globo terracqueo, è la gioia per le sconfitte dell'inter (vero nome internazionale football club milano 1908, pensa un po').
Le figlie di Eva, col loro incedere contorto e tumultuoso, non riescono ad afferrare la bellezza sublime dell'attimo; e coi loro occhioni supplichevoli e, a volte, deliziosi, ci chiedono spiegazioni e chiarimenti che noi non siamo in grado di fornire. Nè abbiamo voglia di farlo, sia chiaro. In verità vi dico che sono loro a non essere in grado di comprendere...
E' giusto che l'uomo, il vir, tenga per sè alcuni piccoli/grandi momenti della vita. E' sacrosanto, mi permetto di dirlo. Le finali dei mondiali, i quarti di champions a casa di Geggiana, i gran premi di formula uno, i film di Albertone e di Carlo, gli ascolti "benzinati" di alcuni dischi memorabili (possibilmente nel salone del Bostone) ...tanti sono i piccoli/grandi momenti maschili. Tutti da godere ES-CLU-SI-VA-MEN-TE in compagnia di chi è davvero dotato della capacità di apprezzare e di andare oltre l'immagine, oltre il gol, oltre il fraseggio...
La donna, in quanto creatura costolare e costiera, non può cogliere le sfumature di simili istanti, e di conseguenza si sforza di imitare il capobranco, realizzando momenti che vorrebbe altrettanto allettanti e che invece si dimostrano solo piccoli istanti di strilli, schiamazzi e urletti. E che rivelano la pochezza emotiva della metà del globo a cui è preclusa ogni forma d'Arte.
Tanto vi dovevo, cari annaffanoidi.
Con stima,
Lixiato

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